"Ultime Foglie"-Luciano VIRGILI-Canzone Italiana-(Con Testo)

"Ultime Foglie"-Luciano VIRGILI-Canzone Italiana-(Con Testo)

Published on Wed, 13 Jun 2018 13:40:56

"ULTIME FOGLIE" CANZONE Del 1939. Di UMBERTO BERTINI TESTO: L'autunno fa cadere le ultime foglie che il vento raccoglie portandole a te. In ogni foglia gialla che t'accarezza c'è tanta tristezza che parla per me. Come il mio pianto d'amore la pioggia vien giù sembra che porti il dolore che c'è nel mio cuor. L'autunno fa cadere le ultime foglie che il vento raccoglie per te. In ogni foglia gialla che t'accarezza c'è tanta tristezza che parla per me. Come il mio pianto d'amore la pioggia vien giù sembra che porti il dolore che c'è nel mio cuor. L'autunno fa cadere le ultime foglie che il vento raccoglie per te **** Luciano Virgili (Livorno, 25 gennaio 1922 – Prato, 18 marzo 1986) è stato un cantante italiano. Nato nel quartiere di Ardenza, in provincia di Livorno, il 25 gennaio 1922, per motivi economici lavora dapprima come scaricatore di porto e poi come autista di piazza, dopodiché, ancora giovanissimo, studia canto lirico su consiglio dell'amico e conterraneo tenore Galliano Masini al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove vince una borsa di studio per meriti canori, mettendo a frutto la sua bella voce baritonale cupa, estesa e vibrante. Nel 1940 però, con l'inizio della Seconda guerra mondiale, viene richiamato alle armi ed è costretto ad abbandonare gli studi, ed alla fine del conflitto, nel 1946, decide di dedicarsi alla musica leggera ed inizia ad esibirsi nei locali toscani, raggiungendo velocemente grande popolarità. Nel 1948 incide il suo primo disco con l'etichetta Fonit, contenente l'Elevazione al Padre e l'Ave Maria di Franz Schubert, e qualche mese dopo viene ascoltato dal maestro Dino Olivieri, che si accorge della sua bravura e della sua crescente popolarità e gli procura una scrittura discografica, prima con la Columbia Records e poi con La voce del padrone, Nel 1949 lancia la canzone Addio sogni di gloria del maestro Carlo Innocenzi, che diventerà un successo mondiale, Negli anni cinquanta, attraverso i microfoni della radio, assieme a Luciano Tajoli, Giorgio Consolini, Achille Togliani, Claudio Villa e Narciso Parigi diviene uno dei cantanti più popolari e richiesti e comincia a farsi conoscere con concerti al Gambrinus di Montecatini Terme, al Grand'Italia di Milano ed in altri teatri italiani. La particolarità di Luciano Virgili in quel periodo sarà quella di riprendere i classici della canzone italiana e reinterpretarli con grande espressione, sobrietà d'intenti ed accompagnato da grandi orchestre sinfoniche dirette dai maestri Dino Olivieri e Gian Mario Guarino. Canterà Signorinella, Fili d'oro, Come pioveva, Vipera, Tornerai, Signora fortuna, Ladra, Capinera e Non dimenticar le mie parole. Luciano Virgili con Duke Ellington e con il pianista e direttore d'orchestra Luciano Maraviglia nel 1956Nel 1956 partecipa al film Mamma sconosciuta diretto da Carlo Campogalliani e viene invitato negli Stati Uniti per una breve ma fortunatissima tournée che lo porterà a cantare nelle celebri Carnegie Hall, Town Hall e Madison Square Garden di New York ed all'Accademia della musica di Brooklyn, riscuotendo sempre enormi consensi. Nel 1957, tornato in Italia, partecipa al Festival di Sanremo con Finalmente , A poco a poco , Il mio cielo e Venezia mia, che nella serata dedicata agli autori indipendenti si classifica al secondo posto; nello stesso anno vince la Piedigrotta con Tu ce l'hai la mamma. Nel 1958 partecipa al Festival di Napoli con Maistrale (ripetuta da Claudio Terni) e Sincerità (ripetuta da Marisa Del Frate) e vi ritorna altre cinque volte: l'anno successivo con Si' tu (ripetuta da Vera Nepy), nel 1960 con Segretamente, con la quale si piazza al terzo posto), nel 1961, quando si classifica al secondo posto a Canzonissima con Tempesta, arriva in finale con Sole, sole d'oro (ripetuta da Claudio Terni) ed 'E ddoie Lucie (ripetuta da Mario Abbate), nel 1964 con Aspettame (ripetuta da Monica Del Po) e nel 1965 con E te lassaie (ripetuta da Pino Mauro). Nel 1966, dopo aver preso parte a varie tournée, tra le quali l'Olympia di Parigi, ritorna in America con la sua famiglia e vi resta fino al 1972, riscuotendo successi ovunque, da San Francisco a Toronto, e divenendo, subito dopo Carlo Buti, l'idolo più amato degli emigrati italiani d'America. Al rientro in patria viene colpito da un grave esaurimento nervoso con depressione, dovuto soprattutto alle variazioni climatiche americane; riesce a riprendersi, ma torna alla ribalta solo sporadicamente. In seguito si ammala di leucemia, malattia che lo allontanerà definitivamente dalle scene nel 1980 e lo porterà alla morte, avvenuta in una clinica di Prato il 18 marzo 1986. È sepolto nel cimitero di Montecatini.


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